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  • I grandi bomber del Napoli: Daniel Fonseca

    Pubblicato il novembre 12th, 2009 Drakah 1 commento


    fonsecaIl Napoli Campione d’Italia 1990 iniziò malaccio la stagione 1990-91. Alla prima partita al San Paolo si presentò il neopromosso Cagliari di un allenatore emergente: Claudio Ranieri. In quel Cagliari giocava “El Principe”, quello originale, non Diego Milito che è chiamato così a causa di una certa somiglianza. Ma chi era il principe originale? L’uruguagio Enzo Francescoli.
    Trequartista di genio, dopo essere stato a lungo appetito dalla Juventus in cerca del nuovo Platinì, la vecchia Signora ripiegò su Zavarov, Enzo Francescoli arrivò quell’estate in terra sarda.
    Claudio Ranieri quel giorno al San Paolo fece riscaldare un uruguagio che, senza troppi timori reverenziali nei confronti di SMM (suà maestà Diego) e di Careca, appena entrato propiziò l’autogol della clamorosa sconfitta per 1-2 del Napoli che, in quegli anni, al San Paolo era fortissimo. Solo che l’uruguagio protagonista non era Francescoli ma il misconosciuto Daniel Fonseca.
    Daniel Fonseca contribuì con i suoi gol e le sue giocate a due consecutive salvezze del Cagliari prima di emigrare (ma guarda un po!) a Napoli, nel Napoli allenato da Claudio Ranieri.
    L’inizio fu esaltante, Daniel Fonseca viaggiava ad un gol a partita, tanto da rubare la scena al folletto sardo Gianfranco Zola e al carioca Careca, ma nel complesso la stagione fu così così con Ranieri esonerato per far posto al rientrante Ottavio Bianchi.
    Erano anni tumultuosi a Napoli, gli anni del dopo Maradona, del dopo Ferlaino e delle difficoltà economiche. L’anno dopo all’altare del bilancio fu sacrificato Gianfranco Zola mentre all’età si arrese Antonio Careca. Arrivarono Ellenio Gallo alla presidenza, Marcello Lippi in panca e Paolo Di Canio a duettare con Daniel Fonseca. Questo Napoli, con il contributo dei 15 gol di Daniel Fonseca, conquistò la Uefa.
    Ma i bilanci son bilanci, i numeri non hanno anima, e bisognava far cassa. Daniel Fonseca era il sogno bagnato di molte grandi, il Milan era disposto a fare follie, ma l’asta per l’uruguagio dai grandi dentoni se l’aggiudicò la Roma. A Roma, tranne il primo anno, Daniel Fonseca non si espresse secondo le sue potenzialità e fu svenduto alla Juventus.
    Nel primo anno a Torino si ritagliò un ruolo di attaccante “alla Altafini”, ossia di quello che pur giocando scampoli di minuti fa la differenza. E la differenza purtroppo la fece, anche lui core ‘ngrato, anche in una partita contro il Napoli nell’infausta stagione 1997-98. Chiuse anni dopo la carriera nel glorioso River Plate, che è stata anche la squadra della Saeta Rubia Alfredo di Stefano, se si eccettua una comparsata (2 pres.) nel derelitto Como di Preziosi. Adesso fa il procuratore sportivo e tratta, ovviamente, perlopiù argentini ed uruguagi. Il Napoli ricorderà di Daniel Fonseca la sua velocità, le sue finte, il suo sinistro al fulmicotone e il suo attaccamento al Napoli. Il Napoli di Daniel Fonseca ricorderà i suoi 31 goal in 58 partite (non male vero?) e la sua cinquina, sì avete capito bene, il nostro amico Fonseca stampò 5 goal in una sola partita, in Coppa Uefa, contro il Valencia, nel catino ribollente del Mestalla.
    Caro Daniel Fonseca perché non suggerisci un grande giocatore al Napoli?

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