Pubblicato il novembre 17th, 2009
Drakah
Abbiamo già visto che, non di rado, i grandi giocatori arrivavano a Napoli sul viale del tramonto, un po’ tardi per far vincere qualcosa di importante alla squadra del Vesuvio. El gran zurdo Omar Sivori e Josè Altafini core ‘ngrato sono due esempi lampanti di campioni arrivati al Napoli per il tradizionale “canto del cignoâ€. Qualcuno però è arrivato un po’ troppo presto.
Nella disgraziata stagione 2000-01, l’anno della retrocessione in B, il Parma prestò al Napoli di Corbelli e Zeman, sostituito dopo 6 giornate da Mondonico, un brasiliano magro come un chiodo di nome Amauri Carvalho de Oliveira. Già l’anno prima il Parma aveva dirottato sotto il Vesuvio un altro sedicente nuovo talento: Luciano Martin Galletti. Ed era andata male.
Ma a caval donato non si guarda in bocca e, anche in virtù della partnership nata con la squadra ducale sin dai primi anni novanta, Amauri arrivò a Napoli a Gennaio. Esordì da titolare contro il Milan di Shevchenko e Maldini ed ebbe la ventura di giocare accanto al suo idolo giovanile, accanto ad uno dei giocatori più sopravvalutati degli anni novanta, Edmundo O’ Animal. In sei scampoli di partita Amauri realizzò un gol ma il Napoli retrocesse e Amauri cominciò a girare per l’Italia. Un periplo che portò Amauri a toccare Piacenza, Messina e Empoli.
Prima di arrivare nella città di Romeo e Giulietta, sponda Chievo, dove la moglie Cynthia fu oggetto di una pesante discriminazione razziale, ha la pelle olivastra, quando, in una boutique, si senti dire qualcosa del genere “non abbiamo abiti che lei può comprareâ€.
A Verona, sotto la guida di Pillon, Amauri divenne un giocatore importante, talmente importante da passare, nell’anno della vittoria dei mondiali, nell’ambizioso Palermo di Zamparini e Guidolin. A Palermo esplose subito Prosegui la lettura »
Commenti recenti