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Maggio 1981. “Tifoso che voti per l’aborto , pensaci……E se la madre di Krol avesse abortito?”
Ci sono atleti che cambiano le precedenti convinzioni. Un lungagnone tecnico come Zlatan Ibrahimovic era qualcosa di impensabile negli anni ’80, ma non lo è negli inizi del millennio.
Anche i tifosi del Napoli calcio videro qualcosa di impensabile quando dall’Olanda, e di sponda dagli Stati Uniti, arrivò a Napoli Ruud Krol. Verrà a svernare, dissero in tanti, è alla frutta, è il canto del cigno, è un errore d’inesperienza del giovane direttore sportivo Totonno Juliano.
Queste le parole all’annuncio dell’acquisto dell’uomo che aveva giocato, e dato del tu, a Re Johan I, ossia il Pelè bianco Johan Cruijff, e a Re Johan II, ossia Johan Neeskens.
Per quale motivo Ruud Krol veniva dagli States? Lo stesso motivo che aveva convinto Cruijff, Pelè, Beckenbauer, Chinaglia e Gerd Muller: il conio.
Solo che siccome i soldi nella vita sono tanto, ma non sono tutto, ecco che una nuova sfida calcistica solleticò la vis pugnandi di Ruud Krol. L’Italia riaprì nel 1980 le frontiere agli stranieri, uno solo, chiuse dopo la figuraccia con la Corea del Nord nel ’66 e, mentre la Juventus ingaggiò l’irlandese triste Liam Brady, la squadra partenopea scelse Ruud Krol.
Il terremoto geologico a Napoli arrivò una sera di Novembre, ma fu preceduto dal terremoto calcistico settembrino causato da Ruud Krol.
Mai a Napoli, ma anche in Italia e nel mondo si era visto un armadio di 185 cm giocare con una simile grazia ed eleganza.
Chi crede che il difensore più elegante del mondo sia stato il Kaiser Franz Beckenbauer non ha mai visto giocare Ruud Krol, non lo ha mai visto uscire palla al piede dall’area, regale ed impettito, ed effettuare un lancio di 50 metri sul piede dell’incredulo attaccante.
Tutta l’Italia si fermava ammirata dinanzi a tanta classe e, per una volta, anche i giornalisti furono tutti concordi nell’indicarlo, non solo come miglior straniero della nuova ondata, ma come miglior giocatore in assoluto del campionato italiano.
A fine anno fu premiato con il Guerin d’Oro riservato al miglior giocatore assoluto del campionato. Ma da dove veniva Ruud Krol? Dall’Olanda e dalla concezione di calcio totale di Rinus Michels. Rinus Michels aveva buone idee, ma senza atleti come Krol, Neeskens, Cruijff e Suurbier non avrebbe mai potuto porre in essere il calcio totale dell’Ajax e della nazionale olandese degli anni ’70. L’Olanda fallì il mondiale del 1974, ma fece scuola, e la fa ancora, nel mondo intero.
Krol giocò in un Napoli mediocre. Un conto è lanciare Pellegrini e Musella, ben altro sarebbe stato lanciare negli spazi Antonio Careca. Pellegrini, un giocatore mediocre riuscì a dire la sua anche grazie ai passaggi millimetrici che Krol, calciando da distanze siderali, gli metteva sul piede.. Da un punto di vista tattico era un libero (oggi diremmo un centrale difensivo), ma era altresì il regista in virtù dell’abilità con la quale regalava assist. L’allenatore del Napoli, Marchesi, uno stratega sottovalutato, avendo capito ciò impostò un Napoli raccolto intorno al suo leader difensivo, e con le punte pronte a scattare al lancio di Ruud.
Krol era ad un tempo l’ultimo baluardo difensivo e la catapulta per l’azione offensiva.
La sua naturale eleganza era apprezzata anche dalle giovani napoletane che lo aspettavano all’uscita dall’allenamento e sgomitavono per lui nei locali e in discoteca.
Perché Krol era pur sempre un olandese, quelli che hanno sdoganato le donne dai ritiri.
Ma questa è cornice e gossip.
La sostanza è che, per fortuna del Napoli, per un numero uno che partiva (Krol) ne arrivò, nella stessa estate, un altro: Diego Armando Maradona.
N.B
La frase del titolo è VERA !! Era su uno slogan!
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85 volte Napoli. Ecco la squadra di tutti i tempi | Lavezzi agosto 4th, 2011 alle 16:38