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Catania-Napoli. Ancora molti dubbi per il tecnico Mazzarri.
Catania- Napoli alle porte. Zuniga, Maggio e Campagnaro tornano a disposizione di mister Mazzarri.
Il tecnico livornese ha ancora molti dubbi per la formazione che domani al Cibali alle 18:00 affronterà un Catania con 2 squalificati e 4 calciatori infortunati e la panchina del tecnico Atzori che traballa.
In difesa ballottaggio a 3 per la posizione di destra tra Campagnaro, Grava e il rientrante Santacroce. Ballottaggio anche tra Cannavaro e Rinaudo, Cigarini e Pazienza, Maggio e Zuniga, Quagliarella e Denis.
Ma i problemi di abbondanza non spaventano il tecnico Mazzarri, anzi!
Va ricordato che nelle prime 4 di Mazzarri col Napoli dalla panchina è arrivato spesso un contributo detrminante.
Basti pensare all’ingresso di Datolo nel match vittorioso all’Olimpico di Torino contro la Juventus. -
Le mani di Walter Mazzarri sul Napoli
Il Nuovo Napoli, il Napoli targato Mazzarri contro il Catania cercherà di allungare la striscia positiva di vittorie e punti inaugurata, con il cambio in panchina, con il Bologna.
Il cambio sulla tolda di comando ha sicuramente giovato al Napoli che è uscito benissimo da un ciclo durissimo, Bologna e Milan in casa, Fiorentina e Juventus fuori, ne è uscito con 10 punti ed una rinnovata verve, uno rinnovato slancio ed entusiasmo che dalle parti del Vesuvio non si vedevano dai tempi della Reconquista della serie A.
Al di là dei risultati,comunque importanti dal momento che regalano l’Inferno o il Paradiso, è l’atteggiamento del Napoli ad essere diverso, radicalmente diverso.
Il Napoli di Mazzarri ha vinto nei minuti di recupero contro Bologna e Fiorentina e rimontato da 0-2 versus il Milan e la Juventus. E scusate se è poco.
E se qualcuno tira in ballo la dea bendata allora rispondo come Napoleone Bonaparte: “Non voglio generali bravi, voglio generali fortunatiâ€.
Un’altra innegabile qualità da ascrivere al tecnico Walter Mazzarri è quella di essere riuscito nell’impresa di coinvolgere tutti i giocatori in un progetto organico.
Calciatori accantonati come, solo per citarne alcuni, Grava, Denis e Pazienza, o un po’ sottotono come Aronica e Datolo hanno ritrovato nuovi stimoli e nuove occasioni. In questo primo mese Walter Mazzarri non si dimenticato di nessuno, né ha lasciato qualcuno indietro. Rinaudo ha avuto la sua opportunità e se anche un giorno dovesse di nuovo accomodarsi in panchina sa che, nel momento in cui tornerà a lavorare bene, tornerà ad essere preso in considerazione, senza nessun pregiudizio.
E questa è stata la prima vera vittoria di Walter Mazzarri, aver restituito al calcio dei giocatori sfiduciati. D’altra parte la capacità di coinvolgere tutti in un progetto è una delle caratteristiche che separano i leader dagli altri, i trascinatori dai trascinati, chi crede nelle imprese e chi nel fato. E se andiamo a vedere la Storia passata di Walter Mazzarri ci accorgiamo che ha già fatto un’impresa, a Reggio Calabria.Ecco qui il link dell’impresa e della carriera di Walter Mazzarri.
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Hasse Jeppson, mister 105 milioni, 0′ Banco e Napule
Dopo la tragedia di Superga la nazionale di calcio italiana decise per i mondiali in Brasile del 1950 di affrontare la trasferta per mare. Si racconta di giocatori in preda al mar di male e di palloni su palloni finiti in mare. Forse fu anche a causa di ciò che nella prima partita le prendemmo per 3-2 dalla Svezia; forse fu a causa di ciò che Parola si fece irretire due volte da un giovanottone svedese di nome Hasse Jeppson. In quella Svezia giocava anche l’indimenticato Nacka Skoglund, l’uomo che ubriacava i terzini, ma che aveva anche l’abitudine di ubriacarsi. Andavano di moda i nordici in quel periodo, la Juventus dominava con la classe del grande danese John Hansen e le finte di Karl Praest.
Hasse Jeppson non venne subito in Italia, e quando decise alfine di venire nel bel paese scelse l’Atalanta. Una sola stagione in terra orobica e si scatenò l’asta per avere quell’attaccante possente e veloce.
A Napoli il dominus era Achille Lauro (nella foto con Hasse Jeppson) che, diventato anche sindaco, fece di tutto per assicurarsi l’asso scandinavo.E quel tutto furono 105 milioni di lire, una somma mai pagata in precedenza per il trasferimento di un atleta.
Napoli amò subito il nuovo acquisto che però cominciò a manifestare problemi di convivenza con Amadei e non sfondò mai come le sue doti gli avrebbero consentito. Alla fine dell’avventura napoletana si possono mettere alla voce “attivo†52 reti in 112 partite, non pochi, ma Napoli si aspettava tanto, ed una moglie, Emma Di Martino, conosciuta al Tennis Club di Napoli.
Hasse Jeppson era anche un ottimo giocatore di Tennis, ma ottimo veramente; a 18 anni campione studentesco svedese e numero 9 assoluto del suo paese,il paese che avrebbe poi avuto Bjorn Borg, Mats Wilander e Stefan Edberg.
La prima volta che cadde a terra giocando al vecchio stadio del Vomero uno spettatore esclamò: “E’ caduto ‘o Banco e Napule !â€. Questo fu Hasse Jeppson.
Dopo una doppietta segnata alla Juventus, fu portato in trionfo dai tifosi fino al Maschio Angioino che gli urlavano “Jeppesonne, tu si ‘na cosa grande!â€. Questo fu Hasse Jeppson.
Il suo rendimento, non di rado alterno, accostato al suo valore in lire, ricordiamo 105 milioni, un’enormità per l’epoca, portò alla creazione dell’esortazione tipicamente partenopea “Mannaggia Jeppson!â€.


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