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Juventus-Inter: il derby d’Italia tra veleni e polemiche
Juventus-Inter , il derby d’Italia sarà servito sabato a Torino.
Si incontreranno le squadre più “chiacchierate†dal 2006 in poi.
Dopo la stagione di Calciopoli, nel marasma post-inchiesta una grande venne penalizzata (la Juventus), mentre dalle macerie dello scandalo emerse un nuovo gigante: l’Inter. Da almeno 3 anni la squadra di patron Massimo Moratti è la squadra più forte d’Italia.
Un tempo lo scettro del comando era in mano alla vecchia Signora, alla Juventus. Il derby d’Italia ha scritto pagine indimenticabili nella storia del calcio Italiano. Una controversa decisione della federazione fece infuriare l’Inter nel 1961 che, per protesta, contro el gran zurdo Omar Sivori, contro il gigante buono gallese John Charles e contro “Marisa†Giampiero Boniperti, schierò la squadra primavera. Quel Juventus-Inter finì 9-1 con Omar Sivori ad infierire con 6 reti e ad usurpare il titolo di bomber a Sergio Brighenti. Gianni Agnelli, da gran signore qual era, e con il titolo in saccoccia, pagò di tasca sua il premio a Sergio Brighenti. Quella partita fu l’ultima di Boniperti e il debutto, con gol della bandiera su rigore, di un giovane promettente. Un primavera figlio d’arte che si chiamava -
Napoli-Bari: Al San Paolo il derby del sud e tanta voglia di vincere
Ritorna, nella massima serie, Napoli-Bari il derby del Sole, ma lo stesso si può dire di ogni derby del sud. L’elemento statistico anomalo è rappresentato dal fatto che il Bari, neopromosso, ha più punti del Napoli di De Laurentiis che, almeno nelle intenzioni estive, aveva come obiettivo un posto in Europa. Ed invece eccoci qua, a Dicembre, ad arrancare dietro al Bari allenato dal primo allenatore dell’era Aurelio De Laurentiis: Giampiero Ventura, poi sostituito dal friulano Edy Reja. Giampiero Ventura si ripresenterà al San Paolo, e davanti a De Laurentiis, guardando il Napoli dall’alto in basso. L’ultimo Napoli-Bari recita 1-0 con rete di
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Roma-Lazio non è un derby per cardiopatici, ma lo sapete che Totti…
Torna il derby della Capitale.
La Roma ha già cambiato allenatore, la Lazio potrebbe farlo in caso di insuccesso (pare che siano pronti Edy Reja ed un ex calciatore di entrambe: Sinisa Mihajlovic).
Sinisa Mihajlovic che segnò la rete della bandiera in uno sciagurato Roma-Lazio 4-1 del 1999. Quella Lazio vinse poi lo scudetto, ma ancora oggi quel 4-1 nel derby è una nuvoletta di infelicità in un cielo biancoazzurro altrimenti serenissimo. Sinisa Mihajlovic era in campo anche una sera di marzo del 2002 in un Lazio-Roma 5-1 storico con un poker servito da Montella, il quale passeggiò sui resti di Nesta e dello stesso Mihajlovic. Può sembrare strano, ma a Roma le stagioni sono scandite e classificate a seconda dei derby Roma-Lazio.
Nel 1998 la Roma arrivò davanti alla Lazio, ma forse avrebbero preferito la serie B piuttosto che perdere 4 derby su 4 contro la Lazio di Eriksson, Nedved e Mancini. Di certo Roma-Lazio non è una partita qualunque, e non lo sono i protagonisti. Solo per citare gli ultimi esempi abbiamo un Paolo Di Canio (foto), di lui dicono che dalla Lazio è andato via troppo presto ed è tornato troppo tardi, forse c’è del vero in questo, ma il nostro Paolino ha il record di aver segnato nei derby Roma-Lazio a distanza di 16 anni. Giovane promessa nell’88, sul viale del tramonto in un 3-1 d’inizio 2005, imprese accomunate sempre da gestacci verso la curva giallorossa. Ricordate Francesco Totti, l’uomo che proprio in un derby tirò fuori il gesto del ciucciotto in bocca, lo stesso Totti autore della scritta sotto la maglietta “vi ho purgati ancoraâ€? I gol e quella maglietta sono fuorvianti. Siamo certi che Francesco Totti, il pupone di Porta Metronia, ci resterebbe di sasso Prosegui la lettura » -
Milan-Sampdoria, sfida Champions League. E una volta…
Qualcuno non lo ricorda, ma Milan-Sampdoria è stata anche la prima finale di Supercoppa italiana. In quella partita, terminata 3-1 per i rossoneri, nel tabellino dei marcatori figurava, accanto ai nomi nobili di Vialli, Rijkaard e Van Basten, anche il nome della “meteora†Graziano Mannari.
Graziano Mannari è stato uno di quei giocatori molto dotati che, per un motivo o per un altro, hanno avuto una carriera al di sotto delle potenzialità . Qualcuno può non ricordarlo, ma Milan-Sampdoria è stata anche finale di Supercoppa Europea. Correva l’anno 1990 e Milan-Sampdoria assegnava, su una doppia partita, la Supercoppa Europea. Come fini? All’andata 1-1 con reti di Mychajly?enko e Chicco bubu Evani. Mychajly?enko finì alla Sampdoria, ma era oggetto, in quegli anni, delle voglie di molte squadre europee (una su tutte il Real Madrid) ed è stato un po’ il prototipo del centrocampista moderno, forte fisicamente e polivalente. Anche lui non ebbe molta fortuna in Italia, ma quella notte sembrò essere tornato il calciatore che aveva incantato ad Euro ’88 e Seul ’88 (miglior giocatore del torneo). Al ritorno s’impose il Diavolo con le reti di colore orange di Gullit e Rijkaard. Adesso a distanza di tempo Milan-Sampdoria è tornata ad essere una partita di cartello. Se un tempo la sfida era soprattutto tra i gemelli del gol doriani (Gianluca Vialli e Roberto Mancini nella foto) e i califfi difensivi del Milan (Franco Baresi e Paolo Maldini), oppure la sfida tra il Cigno di Utrecth Van Basten e lo


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