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I bidoni del Napoli Calcio: Igor Shalimov
In un precedente post sui bidoni del Napoli Calcio mi sono sportivamente accanito contro la masnada di presunti calciatori come Stojak, Calderon, Asanovic, Prunier, Pedros che deliziarono, si fa per dire, i tifosi partenopei nell’anno horribilis 1997-98; la quinta della disperazione era qualcosa di terrificante da vedere in azione. Eppure abbiamo già detto che Aljosa Asanovic non era proprio uno “scarparo”, quanto invece un po’ sottotono e capitato al posto sbagliato nel momento sbagliato. Sempre msn today ogni tanto si dimentica di un altro che avrebbe potuto essere un buon giocatore, ci sono prove circostanziali che provano che un tempo lo fu, ma che a Napoli, e da qualche altra parte come vedremo, e invece fece disperare. Il bidone del Napoli in questione si chiama Igor Shalimov.
Igor Shalimov era un raffinato e giovane centrocampista sovietico di fine anni ottanta; talmente bravo da giocare, e fu uno dei pochi a salvarsi, a 21 anni, i mondiali ad Italia ‘90. Come Asanovic anche Shalimov aveva un tocco vellutato ed un passo compassato. Facciamo un po’ mente locale. Sul finire degli anni ottanta i sovietici, anche quelli forti, al di fuori della Santa Madre Russia deludevano non poco: Belanov fece male in Germania come Blockhin a Cipro(!); alla Juventus due titolari, Zavarov e Aleinikov, della nazionale vicecampione d’Europa nell’88 si dimenticarono delle loro capacità; il giocatore del futuro, come veniva chiamato all’epoca, Aleksei Mikhailichenko alla Samp fece panchina. Insomma i sovietici proprio non si ambientavano. Le nuove speranze russe erano 3 e si chiamavano tutti e tre Igor: Igor Shalimov, Igor Dovrovolsky e Igor Kolyvanov. Dei 3 il più giovane era Shalimov. I 3 Igor vinsero l’Europeo Under 21 contro la Jugoslavia di Boban, Suker, Prosinecki e Savicevic.
Shalimov costruiva, Dobrovolski (già presente anche nella nazionale campionessa olimpica a Seul ’88) rifiniva, il bomber Kolyvanov capitalizzava. Shalimov e Kolyvanov approdarono insieme nelle Puglie alla corte del boemo silenzioso Zdenek Zeman.
Mentre Kolyvanov languiva in panchina, Shalimov giocò superbamente con 9 reti in 33 partite, e con i suoi piedi che fungevano da rampa di lancio per Rambaudi, per Baiano e per Signori. Giocò talmente bene Shalimov che l’Inter lo prese per consegnare lui le chiavi del centrocampo.
Andò male.. ma non malissimo, 11 reti in 50 partite ed un gol alla Juventus nel Derby d’Italia. Solo che da lì in poi non si rivide più il superbo costruttore di gioco dal tocco preciso e dalle millimetriche conclusioni.
Dopo essere passato per Udine e Bologna, dove ritrovò Kolyvanov, mentre l’altro sodale Dobrovolsky fece una toccata e fuga indolore al Genoa, finì nel Napoli in cerca del pronto rilancio dopo la retrocessione.Fini male in molti modi. Igor Shalimov giocò da bidone a Napoli; e anzì fini addirittura per farsi squalificare per uso di Nandrolone.
Per Igor Shalimov è stato proprio vedi Napoli e poi muori.
Lasciò il calcio praticamente insieme alla squalifica con 19 partite e 2 reti sotto il Vesuvio. Aveva 30 anni.Adesso pare alleni la nazionale di calcio femminile della Russia. Campione mancato sì, bidone forse, ma certamente furbo non trovate?
Ma conoscete qualche giovane calciatore dell’est che potrebbe fare al caso del Napoli Calcio? Un po’ di tempo fa, nell’est era molto quotato tal Balazs Farkas, gioca in Ucraina, dove è nato, ma ormai fa parte della nazionale Ungherese. Rapido e tecnico, fu definito il nuovo Messi. E’ del 1988.
E voi, avete qualche nome a buon prezzo per il Napoli di De Lauretiis e Mazzarri?
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