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I bidoni del Napoli: Edmundo, O’animal a Napoli fu un costoso coniglio bagnato
La stagione 2000-01, quella del ritorno in A del Napoli, iniziò male e finì peggio. Iniziò male giàin estate con la nuova dirigenza, nella persona di Giorgio Corbelli, l’imprenditore che d’accordo con il critico d’arte prezzolato Vittorio Sgarbi rifilava agli italiani patacche spacciandole per opere d’arte, che accantonò Walter Novellino per prendere Zdenek Zeman. La saga degli orrori continuò con il rifiuto a Roberto Baggio, che a Brescia poi visse una seconda, sfavillante gioventù; un rifiuto dovuto più che altro al ferreo fanatismo al modo del fumatore boemo.
Ma Zeman era ed è così: prendere o lasciare. Il Napoli prese lui e non Baggio.
La sfortunata stagione terminò a Firenze con la rete del brasiliano Edmundo che si esibì in una irresistibile serpentina, con i viola fermi a far vincere il Napoli: la pastetta non funzionò perché anche sui altri campi ci fu la medesima pastetta ed il Napoli finì in serie B.
Quando ho inaugurato la serie sui bidoni del Napoli ho detto che sarebbe stato troppo facile sparare sui Prunier, sui Stojak, sui Calderon. Questi non possono essere considerati dei bidoni; questi sono giocatori che in condizioni normali (assenza della legge Bosman) non avrebbero mai messo piede in Italia. Mi sono soffermato invece su calciatori come Asanovic e Shalimov che si sono espressi da bidoni pur non essendo tali. Un altro della lista è Edmundo.Intorno alla metàdegli anni ’90 avevano montato una leggenda, ossia che Edmundo era il terzo attaccante del Brasile dopo Ronaldo e Romario. A mio avviso una cagata. Anche Giovane Elber e Sonny Anderson erano migliori di lui; anche Marcio Amoroso (che in Italia incantava), forse anche Donizete e Muller.
Caio no, è inutile che insistete: Caio era molto più scarso.
Edmundo arrivò in Italia, a Firenze, sull’onda di caterve di gol segnati nel Vasco da Gama, a stagione iniziata nel 1997-98. L’anno successivo il patatrac. Con Trap in panca, Batistuta infortunato e la Fiorentina prima in classifica, O’ animal (ancora non l’ho detto, ma Edmundo era chiamato così) pensò bene di far valere una postilla che aveva fatta inserire nel contratto: Edmundo, per contratto, doveva tornare in Brasile per il Carnevale. Quando ritornò la Fiorentina non era più prima.
Questo campione di professionalitàscelse, nel gennaio del 2001, di venire al Napoli.
Contratto? 3 miliardi per giocare sei mesi, ai tempi neanche Totti guadagnava tanto! Ah, Edmundo arrivò infortunato. Arrivò infortunato ed in campo si vide poco o niente, più niente che poco: 4 misere reti, 3 se non consideriamo quella di Firenze, sono un bottino magrissimo. Giocò poco, spesso non era al top fisicamente, e male, malissimo. Penso che il suo procuratore di Edmundo stia ancora ridendo per il tiro mancino giocato a quel babbeo di Corbelli. Dopo Napoli ha giocato ora in Brasile e ora in Giappone, ma sempre più spesso si è fatto conoscere per le sue intemperanze in campo e fuori.Edmundo nel 1998 fu condannato per omicidio colposo e lesioni corporali a causa del coinvolgimento in una collisione che provocò tre morti e cinque feriti. Alla guida del suo Jeep Cherokee speronò una Fiat 147, uccidendone gli occupanti. Edmundo fu condannato a quattro anni e sei mesi con la condizionale, ma fece solo alcuni giorni di galera. Fu inoltre condannato ad un risarcimento di 350 milioni di lire e al pagamento di un vitalizio per la famiglia di una delle vittime. ÂÂ
Edmundo, in quel mercato di riparazione per il Napoli, fu preferito agli argentini Martin Palermo (il calciatore famoso soprattutto per i 3 rigori falliti in una partita) e a Guillermo Barros Schelotto. Forse se non sarebbe venuto lui adesso starei parlando di qualche bidonero argentino, ma invece arrivò Edmundo O’ animal, che venne presentato stato presentato allo Stadio San Paolo davanti a 20.000 tifosi in festa. Un onore del genere, in tutta la storia della squadra partenopea, era stato concesso solo a SMD (sua maestàDiego) nel 1984.
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3 responses to “I bidoni del Napoli: Edmundo, O’animal a Napoli fu un costoso coniglio bagnato”

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Uno dei piu’ grandi bidoni fu el caldera, Josè Louis Calderon ma non dimentico l’onduregno Pavon e l’argentino Esteban Lopez
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ragazzi il piu’ grande bidone e’ stato sesa…l’avete dimenticato?16 miliardi di lire…il piu’ costoso acquisto all’epoca dopo maradona..superato l’anno successivo dal riscatto di un altro pacco raccomandato…quell’ husain che ci costo’ la bellezza di 24 miliardi con l’aggravante per la dirigenza di un riscatto a dir poco assurdo!!!!(era in comproprieta’ poi riscattata…)
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Dino 'o schizzato GUARDIA AZZURRA novembre 1st, 2010 alle 20:31