Pubblicato il maggio 11th, 2010
Drakah
La Nigeria è per l’Italia la resurrection-team, la nazionale della resurrezione. Eravamo già tutti sull’aereo con rotta verso l’Italia quando, nel ’94, un tiro di millimetrica precisione partì, su assist di Mussi, dal destro di Roberto Baggio per finire in fondo alla rete per l’1-1 degli ottavi contro la Nigeria di Amunike, Amokachi, Oliseh, Rufai (Peter Rufai (foto) era figlio del re della Nigeria e smise per motivi “politiciâ€) e Yekini. Nei supplementari un secondo gol, su rigore, di Baggio proiettò l’Italia ai quarti versus la Spagna. La doppietta di Baggio salvò Sacchi e tutta la spedizione da un linciaggio, ma la Nigeria ad Usa ’94 capì di essere una big del calcio, di potersela giocare alla pari con le più grandi, per qualità e blasone, nazionali di calcio del mondo. Convinzione che portò l’Olimpica nel 1996 ad imporsi dopo aver battuto Brasile e Argentina. A Francia 1998, arrivarono convinti di poter andare più degli ottavi, e per farlo si affidarono ad uno degli magus della panca, al geniale zingaro e stratega del calcio Bora Milutinovic. Dopo un inizio folgorante, un bel 3-2 contro la Spagna di Raul, che faceva ben sperare le speranze delle “super aquile†si arenarono dinanzi alla classe cristallina di Miki Laudrup che trovò una giornata delle sue e portò la Danimarca ad imporsi per 4-1. Da allora in poi per la nazionale della Nigeria, un punto di riferimento per tutto il movimento calcistico africano, è cominciato il declino, la bella generazione è tramontata ed i nuovi non sono stati, sinora, all’altezza, belle speranze e poco più. Adesso la nazionale di calcio della Nigeria si presenta a Sudafrica 2010 con l’intento di rimediare la Prosegui la lettura »
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