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I bidoni del Napoli Calcio: Caio, un modello di nullitÃ
I bidoni del Napoli calcio.
E’ tempo d’estate ed una volta, quando gli stranieri erano pochi, era questo il periodo nel quale i tifosi cominciavano a farsi un’idea dei nuovi stranieri, quelli che avrebbero dovuto dare la marcia in più.
Non compare spesso nella gallery Msn Bidoni del Calcio ma a mio avviso merita una menzione tra i bidoni, anzi bidonissimi, anche questo calciatore.
Quale? Vi lancio qualche indizio.
Questo bidone del Calcio Napoli anni ‘90 ha qualcosa in comune con: Maradona e Prosinecki, Bismark e Saviola, Aguero e Messi,  Seydou Keita e Ismail Matar, Geovani e Paulo Silas.
Questo Tizio ha in comune con i calciatori menzionato il titolo di Miglior Calciatore ad un mondiale Under 20: sto parlando di Caio Ribeiro Decoussau, bidone brasiliano proveniente dalla discarica Inter che, in quanto a bidoni, ha fatto e continua a fare (Quaresma) scuola in tutto il mondo.
Caio era, semplicemente, impresentabile, roba da far rimpiangere Pià e Hoffer.
Eppure un simile calciatore fu eletto pallone d’oro del mondiale Under 20 del 1995 in Quatar, in quella kermesse erano presenti anche Raul, De La Pena, Viduka, Nakata ed altri.
Magari a ritmi bassissimi se la cavava ma a Napoli, nei minuti che giocò, fece più pena che rabbia.
Unica consolazione non fu una scelta del Napoli.
Lancio qui e adesso una petizione per Caio.
Vogliamo Caio nella Gallery dei bidoni di Msn.
Magari accanto a Igor Shalimov e Aljosa Asanovic.
Inutile dire che Caio non realizzò nessun gol con la maglia del Napoli (era un attaccante !! Mi ero dimenticato di dirlo). Lasciata l’Italia per un precipitoso ritorno in Brasile ebbe il coraggio, si fa per dire, di segnare la bellezza di 26 gol in 8 anni !
Questa pochezza cozza in modo assordante con lo score in nazionale: 8 reti in 11 partite. Quasi la media di Pelè, 77 gol in 92 partite.
Molti dei palloni d’oro sopramenzionati non avranno forse mantenute le promesse, per problemi caratteriali, come nel caso di Bismarck, o fisici, per quanto riguarda Prosinecki, ma nessuno è stato una nullità assoluta, in Italia o fuori, come Caio.
Neanche Geovani, intorno al quale gira la leggenda che in un anno a Bologna non riuscì mai ad imboccare subito la strada per l’allenamento, fu una simile nullità .
Caio si ritirò a 30 anni per intraprendere una nuova carriera: quella di modello. Â
P.S. In quell’anno l’Inter comprò 3 sudamericani: Caio Ribeiro Decoussau, Sebastián Rambert e Javier Zanetti.
Nelle parole di Moratti Rambert era il nuovo Van Basten, Caio un campione e Zanetti uno che può migliorare.
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