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Lavezzi ed il Napoli die hard
Siamo stati dei buoni profeti.
Noi di lavezzi.eu avevamo fatto di tutto per spingere il nostro idolo argentino nella partita contro il Cagliari.
Avevamo tirato in ballo anche la cabala spiccia che recitava Lavezzi non ha mai segnato con Mazzarri in panca e solleticato le ricorrenze ricordando la punizione dello scorso autunno. Abbiamo visto tutti com’è andata. Lavezzi ha segnato un gran gol prima di essere cacciato per un battibecco ed un pallone scagliato verso l’allenatore del Cagliari, Massimiliano Allegri.
Ora Massimiliano Allegri, ex calciatore del Napoli e del Cagliari, a vederlo nelle interviste sembra un bravo ragazzo, non che non lo sia, sempre compito e gentile, ma sul campo si trasforma.
Nella sua carriera da giocatore ha legato solo con un allenatore, il napoletano Giovanni Galeone, e infatti venne a Napoli perché voluto dal Galeone nella disgraziata stagione 97-98, ed era chiamato “sentenza” per la sua lingua lunga che tante volte gli ha procurato grane e di certo non ha giovato alla sua carriera da calciatore.
Gira voce, non del tutto confermata, che lo stesso non si sia presentato Prosegui la lettura » -
I grandi Bomber del Napoli Calcio: Guillermo Stabile
All’ombra del Vesuvio ha giocato anche un capocannoniere mondiale. Può sembrare strano eppure è così. Non stiamo parlando del furbo Gerd Muller, del potente Sándor Kocsis, della raffinata “punta de lanza” Ademir; e neppure del “diamante nero” Leonidas, e neanche del “Fair Boy” Gary Lineker.
Stiamo parlando del grande Guillermo Stabile detto “el filtrador” attaccante argentino bomber dei primi mondiali del 1930. Alla vigilia di quei mondiali Guillermo Stabile avrebbe dovuto essere una riserva, il titolare era tal Roberto Cherro, ma, complice un attacco d’ansia, Stabile diventò titolare e alla fine fu bomber principe con 8 reti, che non bastarono a portarlo sul trono del mondo dal momento che s’impose l’Uruguay di Hector Scarone, Josè Leandro Andrade e Josè Nasazzi.
Stabile era chiamato “el filtrador” per la sua capacità di penetrare nelle difese e la sua maestria nelle finte e nei cambi di marcia e direzione. Cambi di marcia e direzione che purtroppo i tifosi del Napoli non poterono apprezzare perché, dopo il fragoroso debutto, con 3 gol, nel campionato italiano con la maglia del Genoa, il nostro caro filtrator fu soggetto ad attenzioni ruvide da parte degli italici difensori. E dopo alcuni infortuni non fu più lo stesso.
E lo stesso non fu neanche nelle 20 partite, con 3 gol, che disputò nel Napoli e all’ombra del Vesuvio. Un peccato, un vero peccato perché era molto più forte di Attila Sallustio o Antonio Vojak. La linea di sangue dei grandi bomber azzurri è iniziata con Sallustro, Voyak e Stabile ed arriva ai giorni nostri con il Pocho Ivan Ezequiel Lavezzi.



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