Pubblicato il novembre 18th, 2009
Drakah
Ci sono atleti che cambiano le precedenti convinzioni. Un lungagnone tecnico come Zlatan Ibrahimovic era qualcosa di impensabile negli anni ’80, ma non lo è negli inizi del millennio.
Anche i tifosi del Napoli calcio videro qualcosa di impensabile quando dall’Olanda, e di sponda dagli Stati Uniti, arrivò a Napoli Ruud Krol. Verrà a svernare, dissero in tanti, è alla frutta, è il canto del cigno, è un errore d’inesperienza del giovane direttore sportivo Totonno Juliano.
Queste le parole all’annuncio dell’acquisto dell’uomo che aveva giocato, e dato del tu, a Re Johan I, ossia il Pelè bianco Johan Cruijff, e a Re Johan II, ossia Johan Neeskens.
Per quale motivo Ruud Krol veniva dagli States? Lo stesso motivo che aveva convinto Cruijff, Pelè, Beckenbauer, Chinaglia e Gerd Muller: il conio.
Solo che siccome i soldi nella vita sono tanto, ma non sono tutto, ecco che una nuova sfida calcistica solleticò la vis pugnandi di Ruud Krol. L’Italia riaprì nel 1980 le frontiere agli stranieri, uno solo, chiuse dopo la figuraccia con la Corea del Nord nel ’66 e, mentre la Juventus ingaggiò l’irlandese triste Liam Brady, la squadra partenopea scelse Ruud Krol.
Il terremoto geologico a Napoli arrivò una sera di Novembre, ma fu preceduto dal terremoto calcistico settembrino causato da Ruud Krol.
Mai a Napoli, ma anche in Italia e nel mondo si era visto un armadio di 185 cm giocare con una simile grazia ed eleganza.
Chi crede che il difensore più elegante del mondo sia stato Prosegui la lettura »
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