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  • Cagliari-Napoli e quella punizione di Lavezzi…

    Pubblicato il dicembre 9th, 2009 Drakah Nessun commento

    lavezzipunizNel vedere Cagliari-Napoli, in streaming o in diretta, (clicca qui) http://www.lavezzi.eu/2009/12/12/cagliari-napoli-streaming-della-diretta-alle-1800.html

    il pensiero ed il ricordo corre veloce al 23 novembre 2008 e ad un Napoli-Cagliari che fu impreziosito da una magica punizione del pocho Lavezzi. La punizione di Lavezzi valeva il 2-1, ma una sciagurata rimessa laterale ed una disattenzione difensiva sancirono invece il definitivo 2-2 firmato da Daniele Conti, figlio dell’indimenticato Bruno Conti eroe, e miglior giocatore, del mundial 1982. Daniele Conti che quando si trova dinanzi il Napoli anziché vedere azzurro vede rosso; il vicecapitano del Cagliari aveva già dato un dispiacere al Napoli nel rocambolesco

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  • Lanciato dal Napoli: Amauri

    Pubblicato il novembre 17th, 2009 Drakah Nessun commento

    amauri2Abbiamo già visto che, non di rado, i grandi giocatori arrivavano a Napoli sul viale del tramonto, un po’ tardi per far vincere qualcosa di importante alla squadra del Vesuvio. El gran zurdo Omar Sivori e Josè Altafini core ‘ngrato sono due esempi lampanti di campioni arrivati al Napoli per il tradizionale “canto del cigno”. Qualcuno però è arrivato un po’ troppo presto.
    Nella disgraziata stagione 2000-01, l’anno della retrocessione in B, il Parma prestò al Napoli di Corbelli e Zeman, sostituito dopo 6 giornate da Mondonico, un brasiliano magro come un chiodo di nome Amauri Carvalho de Oliveira. Già l’anno prima il Parma aveva dirottato sotto il Vesuvio un altro sedicente nuovo talento: Luciano Martin Galletti. Ed era andata male.
    Ma a caval donato non si guarda in bocca e, anche in virtù della partnership nata con la squadra ducale sin dai primi anni novanta, Amauri arrivò a Napoli a Gennaio. Esordì da titolare contro il Milan di Shevchenko e Maldini ed ebbe la ventura di giocare accanto al suo idolo giovanile, accanto ad uno dei giocatori più sopravvalutati degli anni novanta, Edmundo O’ Animal. In sei scampoli di partita Amauri realizzò un gol ma il Napoli retrocesse e Amauri cominciò a girare per l’Italia. Un periplo che portò Amauri a toccare Piacenza, Messina e Empoli.
    Prima di arrivare nella città di Romeo e Giulietta, sponda Chievo, dove la moglie Cynthia fu oggetto di una pesante discriminazione razziale, ha la pelle olivastra, quando, in una boutique, si senti dire qualcosa del genere “non abbiamo abiti che lei può comprare”.
    A Verona, sotto la guida di Pillon, Amauri divenne un giocatore importante, talmente importante da passare, nell’anno della vittoria dei mondiali, nell’ambizioso Palermo di Zamparini e Guidolin. A Palermo esplose subito Prosegui la lettura »

  • Altafini. Josè core ‘ngrato di Napoli

    Pubblicato il novembre 9th, 2009 Drakah 2 commenti

    sivori4Il centravanti della nazionale carioca che avrebbe dovuto beneficiare degli assist di Garrincha, Didì e di un giovanissimo Pelè era un certo Mazzola. More solito si trattava di un nome d’arte, il centravanti in questione, che si vide scippato il posto da Vavà per un infortunio e dopo 2 reti in 3 partite, era Josè Altafini. pp
    Josè Altafini è stato uno di quei calciatori con un potenziale da 10 ridotto ad 8 da una qualche lacuna. Nel caso di Altafini c’era una certa codiardia ed un certo timore del contatto fisico. Il Milan, mostrando un gran fiuto, lo prese prima della kermesse iridata in terra scandinava e ne fu ripagato, alcuni anni dopo, dalla doppietta che Josè Altafini firmò in una giornata a Wembley, nel tempio del calcio, contro i campioni d’Europa del Benfica di Eusebio e Coluna. In quel giorno si giocava la finale di Coppa dei Campioni; finale che vide i rossoneri vincere 2-1, e Cesare Maldini alzare la Coppa.
    In quella competizione Altafini realizzò 14 reti, record, considerando il numero di partite, insuperato. E forse insuperabile. Dopo la parentesi rossonera la sua casacca si colorò dell’azzurro del cielo di Napoli. A Napoli il fumantino, perlomeno a parole, Altafini trovò uno che parlava la sua lingua, la lingua universale dei fuoriclasse, di quelli che danno del tu al pallone.
    A Napoli Josè Altafini trovò il cabezon, el gran zurdo Omar Sivori. Prosegui la lettura »